Google ha deciso di terminare l’anno con delle grandi iniziative e con pregevoli decisioni dal punto di vista dello sviluppo informatico. Dopo Google Music che andrà a fare concorrenza a iTunes Match, arriva oggi anche YouTube Capture, l’applicazione che vi permetterà di registrare video per YouTube e condividerli tramite i vostri social network, così da evitare di dover caricare l’intero video aspettando eccessive tempistiche e rallentando il dispositivo. Immediato ed efficace rischia di diventare una delle app più apprezzate di sempre.

Compatibile per iOS, quindi da iPhone 3GS in su, iPod Touch di terza generazione e superiore, iPad con iOS 5 installato, sarà un’app gratuita presto disponibile anche su Android, che permetterà di registrare, caricare e condividere dei propri video su YouTube su Facebook o Twitter agendo in background, così da non arrecarvi fastidio.  YouTube Capture è anche strettamente collegato a Google +, il social network che Google sta cercando di spingere in ogni sua forma, e consente anche di controllare le impostazioni sulla privacy di tutti i video che si andranno a condividere. Ci sarà anche la possibilità di sfruttare le funzioni automatiche di correzione del colore e di stabilizzazione del formato, così da rendere molto più fluido e piacevole da vedere il prodotto finale. L’applicazione, ricordiamo, è completamente gratuita e già disponibile sull’App Store. A breve anche su Google Play.

Dopo l’annuncio nella giornata di ieri riguardante la possibilità di trovare pubblicità nei prossimi giorni su Instagram, per ammissione dello stesso Facebook che ha rilevato l’azienda, arrivano altre notizie circa l’app più utilizzata del momento per la fotografia. Sono stati infatti modificati i termini di servizio e sono state inserite nuove informazioni circa l’utilizzo delle foto caricate dagli utenti in maniera personale e modificate tramite i filtri dell’app.

Facebook conferma che ora Instagram potrà vendere o far visualizzare ad alcune società, o ad altre attività, le foto che avete scattato e caricato sul vostro profilo oltre che le informazioni che avete inserito al momento della registrazione come username e altri aspetti. I contenuti potranno essere addirittura utilizzati a scopo promozionale: parliamo di una violazione della proprietà intellettuale e dei diritti d’autore in pieno stile. La polemica nasce soprattutto nel momento in cui Instagram potrebbe decidere di farsi pagare per far visualizzare le foto degli utenti, così da lucrare sull’attività del tutto goliardica e da hobby e passatempo del proprio pubblico. Tale specifica era sì già presente tra le informazioni, ma non era così ben specificata. Ora molti utenti si lamentano della decisione e propendo per abbandonare definitivamente l’applicazione, soprattutto ora che Twitter ha inserito la possibilità di gestire i propri filtri fotografici.

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A quanto pare le politiche aziendali di Dell stanno per cambiare, infatti, l’azienda non sembra più interessata ad Android. Un sistema operativo sicuramente innovativo ma che richiede molti investimenti per avere successo e l’azienda statunitense non ha più voglia di investire su Android.
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L’azienda finlandese Nokia ha deciso di lanciare in commercio un nuovo smartphone della serie Lumia. Nonostante le critiche su una possibile crisi dell’azienda, dopo gli accordi stretti con Microsoft, Nokia ha deciso di proporre agli utenti l’esclusivo sistema operativo Windows 7,8.
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Nel mese di settembre il rumors più importante riguardante Twitter era quello secondo il quale sarebbe stato possibile scaricare un archivio contenente tutti i propri tweet, dall’inizio dei tempi fino all’ultimo scritto, ma tale notizia rimase, appunto, una voce di corridoio. Ora sembra che qualcosa si stia muovendo ed entro la fine dell’anno sarà possibile ottenere l’archivio di tutti i propri interventi a 140 caratteri sul social network dei tweet.

A confermarlo ci pensa anche il CEO di Twitter che indica anche la procedura per scaricare i propri interventi: basterà recarsi in “impostazioni” e premere sull’opzione “il tuo archivio Twitter” così da poter ottenere tutti i vostri messaggi dal primo all’ultimo inserito fino al momento del download. La conferma è arrivata anche da Navjot Singh, che ha inserito anche alcuni screen della nuova opzione. Il file sarà scaricato con un’estensione .zip e conterrà un documento HTML che potrà essere aperto da browser e vi permetterà di visualizzare i post ordinati per data.  Questa funzione, però, è stata inserita soltanto per alcuni e non è stata ancora abilitata a tutti quanti: gradualmente sarà possibile per l’intera utenza desiderosa di avere un archivio in casa con tutti gli hashtag detti e creati nel corso degli anni.

Se un tempo il web e i numerosi siti web erano materia per pochi, magari solo per i programmatori, da qualche anno la situazione è cambiata: in molti si dilettano nella creazione di un proprio sito web e chi non lo fa sicuramente ha le capacità tali per consigliare o comunque per capire guardando la struttura. Ora un’estensione di Chrome ci aiuterà anche a capire cosa possiamo fare per migliorare uno dei nostri siti o, per esempio, un sito che frequentiamo spesso, ma che non è assolutamente nostro. La piattaforma si chiama PageSpeed Insight, e come potete intuire dal nome si occuperà proprio di studiare dall’interno la velocità delle pagine.

Esiste già un servizio con lo stesso nome e le stesse funzionalità, ma inserirlo come plugin su Chrome vi aiuterà ulteriormente, così da poterlo attivare mentre navigate con il vostro browser. Dopo averla installata dovrete soltanto avviare gli strumenti per gli sviluppatori e cliccare sull’icona PageSpeed. Da qui vi troverete nella finestra che vi permetterà di valutare il sito web che state visitando. Il tutto viene spiegato in lingua italiana, così da potervi fornire il miglior supporto possibile e nel minor lasso di tempo: seguendo le indicazioni a schermo avrete un’analisi attenta e precisa di ciò che dovrete fare per migliorare la velocità del vostro sito e renderlo performante al massimo agli occhi di chi verrà a visitarlo di lì a poco.

L’anno sta per volgere al termine e come ogni volta Google ha stilato la classifica delle parole più ricercate tramite il proprio motore di ricerca, così da poter dare un sunto di quello che gli italiani, e gli internauti, vanno a ricercare sul web con continuità e con maggior interesse. 146 lingue e 1,2 trilioni di ricerche: questo è il primo dato che ci fornisce l’azienda di Mountain View, che ancora una volta si dimostra leader nel settore della ricerca. Il suo Zeitgeist, un nome hegeliano con il quale ci si riferisce a uno strumento statistico in grado di raccontare tutto l’anno passato da Google, elenca tutti questi aspetti, in particolar modo quelli italiani.

Il 2012 è stato l’anno dell’uragano Sandy, tenutosi un mese fa in America, che è collocato al terzo posto delle classifiche di Google. Al secondo posto troviamo Gangnam Style, il rap di PSY che da settembre si sta facendo conoscere al meglio. Infine al primo posto delle classifiche troviamo Whitney Houston, che prevale anche nelle classifiche dedicate agli Artisti e alle Persone. Nella categoria dell’elettronica di consumo troviamo l’iPad Mini, il Samsung Galaxy S3 e l’iPad 3 che compongono il podio. Insomma le catastrofi naturali e le scomparse di personaggi noti rappresentano al momento le ricerche più frequenti sulla grande G.


Nonostante Microsoft abbia cercato disinserire tutto il software più importante all’interno del nuovo sistema operative Windows 8, alcune società come Adobe hanno deciso di pubblicare all’interno del popolare store, la versione in stile Modern Ui del proprio software.
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Conoscete il player multimediale più amato e utilizzato in tutto il mondo? Il suo nome è VLC Media Player che da diversi anni a questa parte ha superato il basico Windows Media Player. Stiamo parlando di un lettore multimediale open source realizzato su base Linux e approdato poi anche si Windows.
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Google ha trovato un accordo, in queste ore, con degli editori belgi di lingua francese, che permette finalmente alla grande G di entrare nel sistema di collaborazione con tutti i partner interessati alla lingua francese, che avevano escluso il noto motore di ricerca qualche anno fa. Risale al 2006, infatti, la decisione di alcuni degli editori del Belgio che non erano d’accordo sul modo di indicizzazione delle notizie in Google News e in Google Search, quindi decisero di allontanarsi dal sistema di ricerca.

Qualche editore aveva anche parlato di violazione di copyright e una denuncia in tal senso avrebbe comportato non pochi problemi a Google, che avrebbe dovuto rispondere di una condanna non indifferente. L’accordo, ora, punta a risolvere tali aspetti e a supportare eventuali iniziative di business per promuovere i propri servizi e spingere sempre di più l’utente ad arrivare sul quotidiano online dopo aver trovato la notizia su Google. Da un lato quindi sarà ottimizzato il sistema pubblicitario per aumentare i banner dell’azienda di Mountain View, dall’altro invece sarà migliorata l’interazione con gli editori. Inoltre sfruttando il social Google + si andranno a creare nuovi schemi di indicizzazione che favoriranno questi aspetti. Sul fronte legale, invece, Google pagherà le spese necessarie.