Secondo quanto riportato dalle analisi di mercato di Microsoft il nuovo tablet lanciato sul mercato, Surface, dovrebbe arrivare a vendere un milione di unità entro la fine dell’anno. A questa domanda, però, ancora non c’è una risposta sicura e in molti stanno provando a dare una risposta certa, proprio mentre la fine dell’anno si avvicina sempre di più, ma tutto resta ancora in dubbio circa quest’ultimo scorcio di 2012.

Rhoda Alexander e Detwiler Fenton, due analisti intervistati dal sito CNET, hanno specificato che ipotizzare vendite così precise per Surface non è facile: per Alexander si supererà il milione di unità andando a 1,3 milioni di esemplari commercializzati in tutto il mondo. Fenton, invece, stabilisce che Surface non andrà oltre il tanto atteso traguardo e si fermerà poco sotto questa cifra. Insomma dichiarazioni diametralmente opposte che non danno alcuna soluzione e non specificano come andranno realmente le cose. C’è da tener conto che la distribuzione è ancora poco avviata: Surface è arrivato in pochi Paesi rispetto agli altri tablet e ha un prezzo decisamente più alto rispetto ad altri tablet Android. Il Nexus 7, ad esempio, viene venduto a 300 dollari in meno e vende già un milione di unità al mese. Surface invece ha ancora tutto da dimostrare.


A quanto pare la realtà aumentata potrebbe essere il futuro tecnologico che potrebbe cambiare la vita di tantissime persone, soprattutto di quelle che non possono fare a meno della tecnologia. Dopo numerose aziende che hanno sviluppato alcuni prototipi, arriva una proposta davvero interessante anche da parte di Microsoft.
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Grazie all’evoluzione di internet al giorno d’oggi è possibile trovare delle figure professionali competenti a portata di click. Internet ha permesso di mettere in contatto persone con bisogni e risorse complementari anche se si trovano a distanza.
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A quanto pare sono moltissime le persone interessate a conoscere le nuove potenzialità di Windows 8, forse le vendite dei nuovi pc con Windows stanno andando al di sotto delle aspettative, ma non si può dire la stessa cosa se si analizzano i dati del sistema operativo.
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Era il 3 dicembre del 1992, quindi 20 anni fa, quando Neil Papworth, un ingegnere inglese che lavorava alla Vodafone, riuscì a inviare il primo SMS di tutta la storia della telefonia mobile. Scrivendo un augurio di Natale, un “Merry Christmas”, dal suo computer al cellulare di Richard Jarvis, il direttore dell’azienda, che aveva un Orbitel 901, si realizzò un grande passo in avanti verso la comunicazione mobile.

All’epoca Papworth era un ventenne e faceva parte del team di sviluppo Short Messaging Service Centre, che era attivo alla sede della Vodafone a Newbury: da quel momento in poi il mondo della comunicazione, come ben sappiamo, è stato rivoluzionato e ha subito delle modifiche di grande importanza. Ora l’intero globo terrestre, anche se un po’ meno dopo l’arrivo dei programmi di messaggistica istantanea, utilizza l’SMS per comunicare, molto più delle telefonate. L’impatto non era prevedibile e Papworth non pensava che avrebbe creato qualcosa che sarebbe diventato così famoso: ora vi sono circa 8 miliardi di SMS in circolazione e 133 messaggi di testo ogni settimana vengono spediti in media da un utente tra i 18 e i 25 anni. L’avvento di Facebook Messenger, Whatsapp, Line, iMessaggi e molti di questi programmi ha, però, decisamente messo a rischio la vita dell’SMS.

Le analisi di fine anno si destreggiano tra browser e sistemi operativi più utilizzati e non poteva mancare la canonica e classica sfida di fine anno tra Windows e iOS, che mette a confronto le due realtà analizzando la portata del primo e del secondo con l’utenza moderna. Le recenti analisi, quindi, hanno dato un primo accenno di numeri definitivi, in attesa comunque di qualcosa di più concreto da analizzare sul finire dell’anno.
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Avete già scaricato la nuova versione di Firefox? Si tratta di un aggiornamento molto importante che vi permetterà di avere il popolare social network, sempre a portata di mano. La versione rilasciata di recente è la numero 17, molti di voi si stanno chiedendo come si attiva questa funzione e questo è l’articolo che fa al caso vostro.
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Novità in arrivo per l’azienda Microsoft, secondo le ultime indiscrezioni pubblicate sul web, Microsoft starebbe valutando la possibilità di puntare al mercato dell’Europa. Un mercato nuovo, dove potrebbe lanciare i suoi store fisici per offrire a tutti gli appassionati del settore, un servizio esclusivo e adatto a tutti.
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Condividere i propri file su Facebook non sempre è facile e immediato: se vogliamo trasferirli di contatto in contatto bisognerà aprire l’intera chat e attendere il caricamento dello stesso per poi inviarlo. Per quanto riguarda invece l’upload su un gruppo determinato al quale partecipate bisognerà caricarne uno alla volta in maniera abbastanza macchinosa: ora grazie a ShadowDrive sarà possibile condividere in maniera totalmente gratuita anche un archivio di dati su Facebook.

Il servizio web consente di integrare, quindi, qualsiasi altro tipo di archiviazione, all’interno di Facebook, mettendolo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Lo spazio di archiviazione ha a disposizione un massimo di 512 MB a persona ed è un servizio che vi permetterà di mantenere i file online senza alcun problema fino a quando non deciderete di rimuoverli dal device in cui sono stati salvati e registrati in origine. Per iniziare a usare il servizio basterà collegarsi al sito dell’applicazione ed effettuare il login con Facebook o Twitter, a seconda di dove volete caricare il vostro file: con il cinguettio si dovrà intervenire tramite il drag an drop o sfruttando l’apposito comando. L’applicazione è disponibile al seguente indirizzo web: ShadowDrive.

Apple ha cambiato il modo di vedere la tecnologia e di ragionare con i propri Device: necessariamente anche gli altri si sono adattati cambiando insieme con le nuove regole di Cupertino. Oggi la WTFJeans ha presentato un nuovo jeans proprio per iPhone 5, creando una sorta di accessorio per il melafonino di ultima generazione, che potrà essere accolto perfettamente nelle proprie tasche.
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