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Continua a fare piazza pulita intorno a sé Google con le sue Mappe. Era stato escluso da iOS 6 e quindi da Apple, che aveva deciso di affidarsi al proprio sistema esclusivo, tornando poi sui suoi passi permettendo all’azienda di Mountain View di pubblicare l’app sull’App Store, e ora Google Maps verrà tolto anche da Windows Phone. Lo smartphone che monterà il sistema operativo dell’azienda di Redmond ha ricevuto un forte attacco da parte di Google, che vorrebbe boicottare completamente il sistema operativo.

Ad accorgersi di questo blocco sono stati degli utenti che hanno subito segnalato un problema di compatibilità con Google Maps tramite Internet Explorer 10. Il non poter usufruire di questo servizio porterebbe, ovviamente, malcontento tra gli utenti Microsoft, che potrebbero decidere di non utilizzare più in primis Internet Explorer, un browser che già ha diversi detrattori sul web.  Allo stesso tempo, però, dovesse essere confermata questa scelta di Google ci troveremmo dinanzi a una realtà abbastanza scorretta e sleale da parte dell’azienda di Mountain View che commetterebbe una mossa non del tutto apprezzabile. Ugualmente vi ricordiamo che Google non ha ancora pensato a un’applicazione mobile di YouTube per Windows Phone, aumentando, quindi, le teorie che lo vorrebbero in assetto da battaglia con Microsoft.

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Eric Schmidt, ex CEO di Google, nei prossimi giorni ha in programma un viaggio in Corea del Nord insieme con Bill Richardson, ex governatore del Nuovo Messico, uno degli Stati più a sud degli Stati Uniti d’America. Per ora non è ancora chiaro perché una figura così importante nel mondo dell’informatica odierna abbia deciso di recarsi in un Paese non accogliente e aperto allo straniero come può essere la parte nord della Corea. I rapporti tra gli Stati Uniti e il Paese asiatico, infatti, sono decisamente congelati, diversamente da quanto accade con la Corea del Sud, che, al di fuori degli scontri Apple – Samsung, tiene una linea completamente diversa di diplomazia con gli Stati esteri.

Dopo la morte di Kim Jong-Il avvenuta lo scorso dicembre del 2011, il figlio Kim Jong-un avrebbe provato a distaccarsi dalla politica refrattaria del padre così da aumentare i propri orizzonti e aprirsi ad altre proposte. Eric Schmidt potrebbe andare in Corea del Nord proprio per trattare un possibile accordo per Google. Per estendere il potere della grande G in Asia, partire dallo Stato più nazionalista sarebbe un grande colpo e un segno di grande importanza della manovra di espansione. Al momento restano notizie campate in aria e solo supposizioni.

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La nuova tecnologia lanciata da Google da alcuni mesi, i Google Glass, si aggiorna per offrire nuove features e nuove capacità dell’accessorio che mancava a questa generazione tecnologica. Gli occhiali per la realtà aumentata presentati dall’azienda di Mountain View, stanno per essere spediti a tutti gli sviluppatori, così da poter creare le applicazioni e le allegate funzionalità da sfruttare. Dal punto di vista software e hardware lo sviluppo non s’è interrotto, anzi, continua con precisione e impegno.

Per offrire un device completo e che possa soddisfare tutti coloro i quali vogliono una realtà aumentata di valore e che possa rivoluzionare il modo di vedere la realtà, Google sta pensando anche a un comando vocale tramite il quale sarà possibile avviare ed effettuare chiamate telefoniche. A confermarlo è Babak Parviz, persona a capo del progetto Google Glass, che ha parlato in esclusiva alla IEEE Spectrum. Si sta lavorando anche per migliorare la durata della batteria per offrire un giorno intero di autonomia. Per ora, però, non sappiamo ancora che applicazioni avremo a disposizione e precisamente quando sarà disponibile questa nuova realtà. Il costo, secondo le prime stime, sarà di circa 1500 dollari.

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La sfida nel mondo dell’informatica tra Apple, Google e Amazon è solo all’inizio: tutte e tre offrono qualcosa di diverso al mercato e ora anche Amazon si prepara a lanciarsi con il proprio smartphone, per replicare all’iPhone di Cupertino e al prossimo lavoro di Mountain View che prepara la propria replica non solo con Android, ma anche con il proprio Motorola Mobile phone. Secondo il Wall Street Journal, però, le tre aziende si daranno ulteriore battaglia l’anno prossimo per quanto riguarda il settore della ricerca online e dell’hardware, che vedrà trionfare anche Facebook come quarta forza del mercato.

Nel dettaglio Google pensa che con il Nexus e Amazon con i suoi Kindle possano replicare in maniera abbastanza valida e immediata all’iPhone e all’iPad della Apple diventando produttori hardware di grande spessore. Apple dal canto suo offrirà il proprio operato per migliorare e ampliare l’offerta software per fidelizzare sempre di più una clientela di spessore, che continua ad acquistare il melafonino e il tablet di casa Cupertino quasi in maniera automatica, senza domandarsi cosa realmente sta comprando. Così sarà l’IT il vero e proprio obiettivo finale delle quattro aziende, che, secondo le statistiche rilevate di recente, sono le quattro realtà più richieste e ricercate sul web in assoluto. Vedere assente Microsoft da questa sfida è sicuramente una rivelazione non da poco, ma il WSJ chiarisce che Microsoft ha perso rilevanza non solo per il ritardo con cui ha scelto di lanciarsi nel mercato mobile ma anche perché oramai il computer è diventato un dispositivo meno rilevante rispetto a quello che sta per arrivare il prossimo anno.


Se la Apple ogni anno pubblica una classifica delle migliori applicazioni e giochi disponibili sul proprio App Store anche Google, quest’anno, ha deciso di lanciarsi in questo campo e proporre la propria classifica evidenziando le applicazioni di maggior successo di quest’anno tramite il Google Play del 2012. Sicuramente la top di quest’anno non ha soddisfatto i clienti di Mountain View, ma subito è arrivata la spiegazione dello staff che ha chiarito che l’elenco include soltanto alcune delle applicazioni, ma non il meglio in assoluto.

La prima applicazione non poteva non essere Evernote, un successo anche sull’App Store, che vi permetterà di prendere appunti, catturare foto e registrare qualsiasi tipo di promemoria, così da creare un vero e proprio concerto di appunti, così da organizzare al meglio ogni nota o documento che state creando. Al secondo posto ecco Pinterest, il social network che come Facebook si basa sul concetto di condivisione, ma che contiene, quasi come Tumbrl, immagini e citazioni. Al terzo posto, per completare il podio, c’è Grimm’s Snow White, la fiaba di Biancaneve, come suggerisce il titolo stesso dell’applicazioni, proposta come avventura interattiva che andrà ad appassionare qualsiasi tipo di bambino. Pocket ed Expedia Hotels continuano la classifica.

L’acquisto da parte di Google qualche mese fa della Motorola Mobility, la sezione della nota azienda di telefonia mobile dedicata esclusivamente al settore dei cellulari, mirava a creare un brand personalizzato e un portfolio di brevetti che funzionasse e che permette all’azienda di Mountain View di avere tra le mani un’idea fruttuosa. Missione decisamente compiuta dato che l’acquisizione, che costò 12 miliardi di dollari, si è rilevata fruttuosa e oggi lo è ancora di più.

Google ha, infatti, accettato, su richiesta non troppo gentile, di cedere la proprietà di Motorola Home, acquistando il 15,7% delle azioni Arris, valutate 300 milioni di dollari, e concedendo alla stessa azienda l’uso del portfolio brevetti della Motorola, creato da Google in questi anni. Si aprono quindi degli spiragli importanti con la Arris per una qualsiasi collaborazione in un futuro non troppo lontano, ma abbastanza prossimo. La decisione arriva anche dal fatto che la parte in questione del gruppo è ritenuta non in sintonia con le intenzioni di Google, che inoltre iniziava a sentire come un peso quest’aspetto. La cessione quindi viene incontro a delle necessità ben chiare e che vengono sviluppate in breve tempo e con una soluzione indolore da parte di tutti quanti.

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Google ha trovato un accordo, in queste ore, con degli editori belgi di lingua francese, che permette finalmente alla grande G di entrare nel sistema di collaborazione con tutti i partner interessati alla lingua francese, che avevano escluso il noto motore di ricerca qualche anno fa. Risale al 2006, infatti, la decisione di alcuni degli editori del Belgio che non erano d’accordo sul modo di indicizzazione delle notizie in Google News e in Google Search, quindi decisero di allontanarsi dal sistema di ricerca.

Qualche editore aveva anche parlato di violazione di copyright e una denuncia in tal senso avrebbe comportato non pochi problemi a Google, che avrebbe dovuto rispondere di una condanna non indifferente. L’accordo, ora, punta a risolvere tali aspetti e a supportare eventuali iniziative di business per promuovere i propri servizi e spingere sempre di più l’utente ad arrivare sul quotidiano online dopo aver trovato la notizia su Google. Da un lato quindi sarà ottimizzato il sistema pubblicitario per aumentare i banner dell’azienda di Mountain View, dall’altro invece sarà migliorata l’interazione con gli editori. Inoltre sfruttando il social Google + si andranno a creare nuovi schemi di indicizzazione che favoriranno questi aspetti. Sul fronte legale, invece, Google pagherà le spese necessarie.

Esiste una leggenda popolare secondo la quale tutti evadono le tasse, chi in maniera più piccola chi invece in maniera più corposa. Tra questi anche Google, ovviamente, non è da meno. Il colosso di Mountain View si sarebbe affidato a dei paradisi fiscali per evitare la tassazione degli Stati Uniti d’America, sicuramente importante, ma dubitiamo tanto quanto quella italiana. Per pagare meno tasse, quindi, così da evitare di dover versare numerosi milioni di dollari nelle tasche dello stato, Google ha così deciso di recarsi altrove.

Negli scorsi giorni una visita della Guardia di Finanza è arrivata nella sede italiana, a Milano, dell’azienda: nel 2011 Google ha evitato di pagare 2 miliardi di dollari di tasse sul reddito aziendale andando a trasferire circa 9,8 miliardi di dollari a una società di comodo che si trova alle Bermuda. Così facendo è stato completamente eluso il fisco europeo e italiano, che continua, quindi, a essere quello che maggiormente crea problemi alle aziende di grande spessore. Google si è difesa dicendo che i propri investimenti aiutano l’Europa a uscire dalla crisi, quindi il bene comune deve necessariamente portare a non considerare quanto accaduto con questa evasione. In effetti per ora Google avrebbe dato lavoro a 700 persone in Germania e circa 2000 nel Regno Unito: numeri importanti in questo periodo.

Chromebook Google

Google provò a produrre un sistema operativo nel cloud, ora viene lanciata una nuova serie di Chromebook, annunciata qualche tempo fa da alcuni siti web che avevano ottenuto qualche informazione proprio di questi nuovi computer del colosso dei motori di ricerca. Google, con il supporto ormai fisso di Samsung, ha ideato una nuova linea di computer che sono basati sull’economicità e sulla qualità stessa.

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Nexus Google

Google Nexus 7 da 32GB e 3G? Notizie e tante notizie, voci , rumors, conferme, smentite e tanto altro. Ormai è questo il mondo di internet che ci informa, o almeno ci prova, su tutto ciò che accade nelle varie aziende, sui nuovi prodotti e le nuove tecnologie.

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