19

lug

Gli hacker sono anche buoni

di Sara Papis in: Web

In queste ultime settimane non si fa altro che parlare di hacker e criminali informatici pronti a rubare le informazioni di ignari utenti mentre navigano tranquillamente online. Tutti sono convinti che la maggior parte degli hacker siano impegnati sempre in attività illecite e soprattutto che si tratti di persone convinte che la libertà deve essere un diritto di tutto.

A fare le spese di questa ideologia di vita sono le aziende più famose del mondo come Sony, Sega e altre. A quanto pare, esistono hacker buoni e uno può essere identificato con il nome di Reda Cherquaui. Stiamo parlando di un esperto informatico marocchino e aspirante paladino del web, che ha cercato di violare più di 80 mila account di face book in buona fede.

Infatti, dopo severi controlli ha dimostrato che il protocollo HTTPS scelto per il collegamento al famoso social network in realtà non è così protetto come vogliono farvi credere. Un’azione eclatante ancorché illegale è sicuramente da stigmatizzare a prescindere; c’è però da segnalare che Reda ha al suo attivo altre importanti segnalazioni, successivamente verificate e confermate.

Inoltre Reda Chequoui non si nasconde dietro a nickname ma utilizza il suo nome, questo significa di un hacker buono che vuole aprire gli occhi alla popolazione mondiale, facendo notare come la protezione che vi viene assicurata in realtà sia totalmente fasulla.

Che cosa ne pensate? Questo hacker diventerà il super eroe del web con questo gesto che ha permesso di dimostrare che Facebook e la sicurezza sono due categorie che non andranno mai d’accordo, non vi ci resta che attendere maggiori informazioni.

 

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